I LIONS E LA COSTITUZIONE di Gianfranco Amenta*

Nel corrente anno sociale, come è noto, il Tema che impegna il Multidistretto è incentrato sulla conoscenza della nostra Carta Costituzionale; una conoscenza mirata a coinvolgerci nell’amore verso di essa onde perseguire gli obiettivi della giustizia e della legalità.

Al giro di boa dell’anno lionistico può effettuarsi una previsione soddisfacente della risposta offerta dai lions siciliani. Già molte attività sono state realizzate e il calendario di quelle in programma è nutrito. Una particolare attenzione è stata destinata ai giovani delle scuole medie secondarie; i prossimi partecipi alla vita sociale ed istituzionale della Nazione.

Quando il nostro fondatore diede impulso all’organismo a cui partecipiamo, non poteva supporre come la “solidarietà”, motore dell’essere lions, divenisse, per gli italiani, un dovere inderogabile sancito nell’articolo 2 della nostra Carta Costituzionale emanata ben trenta anni dopo. Il principio, già desumibile anche nella precedente stesura, è stato espressamente ribadito nella riforma attuata, nel 2001, del Titolo V della Costituzione che prevede il decentramento dell’attività gestionale specificandolo nel novellato art. 119 che dà impulso al c.d. federalismo fiscale.

La solidarietà lionistica che maggiormente si prefigurava nel 1917 era quella dell’aiuto ai deboli, del soccorso ai bisognosi, della simpatia per i sofferenti. Estrinsecazione della solidarietà che rimane drammaticamente attuale non solo per i Paesi individuati come svantaggiati ma anche per il nostro. La rilevante crisi economica che ci attanaglia ha fatto lievitare vertiginosamente le famiglie in stato di bisogno aggredendo ceti dapprima in situazioni economiche dignitose; la povertà della porta accanto, come, con efficacia, è stata definita.

La vastità del fenomeno e la molteplicità dei bisogni non può essere arginata da un intervento più o meno generoso che la nostra associazione riesce ad offrire. E ciò per un duplice ordine di motivi; per un verso non è logisticamente preparata a rispondere a tale domanda, per la quale altre associazioni di volontariato sono maggiormente attrezzate e, per altro verso, anche se idonea a risolvere un caso contingente e particolare non elimina la causa di esso.

Anche se non esperti della complessa materia può ben cogliersi come generatrice di siffatta crisi sia la diffusione sempre più penetrante di disvalori, dell’esaltazione dell’effimero, del disinteresse per il prossimo, dell’oblio dei doveri, dell’illegalità diffusa, della miopia di coloro che sono chiamati ad operare per la soluzione dei problemi che ci attanagliano. In sintesi, non appare peregrino affermare che il disequilibrio economico dei Paesi occidentali e l’accentuarsi di quelli storicamente svantaggiati sia frutto anche di bieca speculazione, di modalità operative dettate da logiche prive di valori etici.

I venti di protesta, di ribellione avverso tali disequilibri e contro gestioni apparentemente democratiche soffiano sempre più vicini. La rilevanza del fenomeno di emigrazione clandestina, apparentemente risolta, è ulteriore testimonianza delle acuite difficoltà di una larga parte della popolazione mondiale. Tali elementi sono connotazione dell’esistenza dei presupposti di quella che possiamo definire come la terza guerra mondiale; l’unica speranza è che i rimedi possano intervenire prima che la protesta degeneri nello spargimento di sangue. Anche se lo scenario drammatico testé prefigurato, che qualcuno valuterà particolarmente apocalittico ma che è ipotizzato anche da personalità ben qualificate, non si abbia fortunatamente a realizzare, ciò non può far minimizzare la gravità del dato obiettivo contingente.

La nostra associazione, che soffre una strisciante ma significativa crisi partecipativa, deve valutare se il sistema di intervento finora attuato sia produttivo di effetti positivi, se la solidarietà sino ad oggi perseguita sia una risposta appagante e possa ancora essere il primario obiettivo che i nostri soci intendano offrire. Ritengo che, nell’immediato, per continuare ad avere quel riconoscimento che il nostro sodalizio ha saputo conquistare a livello mondiale, bisogna cambiare la nostra rotta e serrare le fila. Bisogna unire ancor di più i singoli all’interno di ciascun club e questi ultimi fra loro, deve piegarsi il campanilismo associativo alla coalizione con altre associazioni di servizio, si devono offrire, con una sola voce, ricca delle professionalità e delle potenzialità che risiedono in ogni singolo aderente alla nostra associazione, proposte operative. In una parola il lions deve essere interlocutore qualificato delle istituzioni, deve suggerire rimedi e chiederne l’attuazione, con la forza della qualità delle proposte e della propria entità numerica.

Il tema sulla Costituzione può divenire il volano per dare al singolo socio la tangibilità della propria partecipazione al servizio. Il dettato dell’art.2 della Costituzione deve essere la modalità di estrinsecazione del nostro essere solidali, dobbiamo ancor più manifestare la nostra capacità di intervento in una forma che possiamo definire costruttiva. Dobbiamo esaltare il nostro servire, dobbiamo essere i portatori attivi dei principi della Costituzione, della forza dei valori in essa contenuti ed avere il coraggio di testimoniarli con il nostro comportamento.

Dobbiamo offrire ad ogni singolo socio l’orgoglio dell’appartenenza, come più volte ha affermato il nostro Presidente Internazionale Emerito, dando a ciascuno degli associati la percezione che il proprio servizio sia una partecipazione attiva di idee e di percorsi, in campo economico e sociale, che aggregandosi con gli altri apporti possa suggerire, alle classi dirigenti, percorsi utili a risolvere dalle più spicciole questioni di quartiere ai temi complessi, in modo da mitigare la crisi che, a vari livelli, ci assilla.

La Costituzione, nell’enunciare diritti e principi a tutela della personalità del singolo, impone speculari doveri; dando dimostrazione di saperli rispettare daremo coerenza e concretezza al nostro servire.


*Delegato responsabile distrettuale del Tema di studio nazionale “La Costituzione della Repubblica Italiana: conoscerla ed amarla. La proposta dei Lions per l’educazione alla giustizia e per la legalità.”

 

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