ALTRE FORME DI LOTTA ALL’EVASORE di Toti Cottone *

I Conti al Fisco non tornano, specie quando si incrociano i dati della produzione e dei consumi con la ricchezza e/o disponibilità dichiarate dai cittadini italiani.

Per cui, al fine di recuperare più tasse, si è varato un altro strumento di controllo sulla spesa dei contribuenti, che si aggiunge al già collaudato redditometro, che prende il nome di spesometro.

Tale tipo di accertamento sintetico, si dimostra più incisivo del redditometro, che verifica i cittadini sul possesso di determinati beni e sui relativi costi annuali di mantenimento e che ha dato i suoi frutti con poche possibilità di difesa rispetto alla pretesa dell’ Amministrazione Finanziaria, senza poi dimenticare che per gli imprenditori  e per i  professionisti, esiste anche l’accertamento attraverso gli studi di settore che mirano a ricostruire, attraverso le caratteristiche dell’attività economica svolta, i ricavi che possono essere attribuiti al contribuente.

Ma vediamo da vicino le novità introdotte con il DL n.78 del 22 dicembre 2010 del cosìdetto spesometro, che impone a tutti i soggetti privati che acquisteranno o richiederanno prestazioni di servizio per un importo comprensivo di I.V.A. pari ad E. 3.600,00 o di E. 3.000,00 senza I.V.A. anche, ed, essenzialmente, in presenza di ricevuta fiscale o di scontrino, di fornire al venditore o prestatore, il proprio codice fiscale.

Pertanto, tutte le spese che faranno capo al soggetto individuato ed incrociato,  attraverso il codice fiscale, saranno cumulate e raffrontate con la dichiarazione dei redditi prodotta, nell’anno di pertinenza delle spese e, peggio ancora, se questa non risulta presentata.

Così, acquisti di auto, moto, barche, biciclette, pacchetti vacanze, orologi, gioielli, ristrutturazioni, polizze assicurative, frequenza di palestre, finiranno sotto l’occhio vigile dell’Agenzia delle Entrate che, oltre a controllarne alcune con il criterio del redditometro, avrà la possibilità di avere maggiori dettagli e certezze per gli accertamenti specifici e la rideterminazione del reddito dei soggetti verificati.

I controlli del Fisco vedono, come sempre, l’obbligatoria collaborazione degli operatori, che quali soggetti I.V.A., dovranno comunicare entro il 30/4/2012, tutte le operazioni effettuate nei confronti di privati a partire dal 1/5/2011, oltre quelli già effettuati dal 1/1/2011 con rilascio di fattura.

E’ ovvio che eventuali frazionamenti del pagamento o della prestazione, con importi riconducibili inferiori a detto importo, faranno scattare lo stesso la comunicazione del nominativo che li sosterrà.

Per quanto riguarda l’ormai trascorso anno 2010, la comunicazione riporterà le prestazioni di servizi e la cessione di beni pari ad E. 25.000,00 ed in questo caso l’invio dei dati dai soggetti fornitori/ prestatori dovranno pervenire al Fisco entro il 31/10/2011.

L’obbligo della comunicazione viene estesa ai notai, commercialisti ed avvocati che pur essendo obbligati ad emettere la parcella per le proprie prestazioni nei confronti dei privati, danno una traccia all’Agenzia delle Entrate per verificare se tali compensi sono stati sostenuti per prestazionmi diverse, ma possono condurre sempre ad una potenzialità reddituale del cittadino.

Si pensi ad esempio all’intervento di un Legale in una pratica di divorzio, di un commercialista o di un avvocato in una pratica di risarcimento o di acquisizione di un bene soggetto alla consequenziale dichiarazione nel Mod.Unico, etc.

Quindi, massima attenzione allo spesometro che potrebbe……… costare caro………….se non si dimostra di avere la potenzialità finanziaria per le spese effettuate anche dal nucleo familiare convivente!

Commercialista – Tributarista

* Commercialista – Tributarista
* Commercialista – Tributarista
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