SICILIA NEL CUORE di Armando Belpasso *

“Sicilia nel Cuore” vuol dire Sicilia nel cuore di chi scrive, vuol dire Sicilia nel cuore di chi legge, vuol dire Sicilia nel cuore dei Lions Siciliani, ma significa anche Sicilia nel cuore del Mediterraneo.

La Sicilia, si trova infatti al centro di un contesto particolarissimo, come quello mediterraneo, sinonimo ad un tempo di un mare e di una civiltà; del Mediterraneo la Sicilia accoglie molteplici sfaccettature, sia dal punto di vista artistico e culturale  che dal punto di vista politico e sociale.

Vista in questo contesto la Sicilia è nel cuore, un cuore ancorato in un mare immenso.

L’amore per la nostra terra ci ha dato le energie necessarie per portare avanti l’ambizioso progetto voluto dal nostro Governatore, “ PROGETTO LIONS SICILIA – valorizzazione e promozione del territorio e delle sue risorse come fattore di sviluppo socio-economico della nostra isola”, per cercare di costruire qualcosa di importante, per cercare di offrire un contributo utile  alla soluzione della crisi economica che ha investito la nostra terra ed il mondo in generale .

Un ringraziamento particolare, per la preziosa collaborazione fin qui prestata, a tutto lo staff del TSD, dal Coordinatore Distrettuale P.C.C.  Avv. Salvatore Giacona, ai Responsabili di Area, Dott. Armando Siciliano, Sig.ra Maria Concetta la Rosa Sallicano, Dott. Mario Bevacqua, Prof. Giacomo Dugo, ai Componenti delle varie aree tematiche, alla Segretaria del TSD, Avv. Nella Calì.

Molti Clubs  hanno già affrontato le tematiche del TSD con interessanti meeting ed approfondimenti, dal turismo come volano di crescita economica e sociale alla crisi che ha investito  la nostra agricoltura, dalla valorizzazione degli aspetti storico-culturali del popolo siciliano ai problemi occupazionali del mondo giovanile in particolare.

Nella Conferenza d’Autunno di Messina, ci siamo occupati delle  problematiche relative alla promozione e valorizzazione delle nostre risorse agro-alimentari.

Nella seconda parte del nostro anno di servizio intendiamo far conoscere alla Società Civile in generale, il grande valore propositivo e di sviluppo possibile che il “Barocco” potenzialmente significa per la nostra isola.

Cercheremo di  spiegare che è importante incentivare lo sviluppo del turismo culturale, attraverso la salvaguardia e la promozione del patrimonio architettonico ed artistico del nostro territorio, perché lo sviluppo della Sicilia si lega in modo quasi indissolubile al connubio tra beni culturali e turismo.

Il patrimonio artistico e naturalistico della nostra isola presenta una tale varietà ed un tale fascino da permettere all’isola di poter competere con qualsiasi altra destinazione turistica; basti pensare che su quaranta siti classificati nella World Heritage List dell’Unesco presenti in Italia, ben cinque si trovano in Sicilia  e la Val di Noto è tra queste.

E proprio per  valorizzare le peculiarità paesaggistiche, culturali ed ambientali della Val di Noto abbiamo pensato di coinvolgere i Lions Siciliani in un dibattito pubblico che si terrà a Noto il prossimo 30 Gennaio.

Il convegno affronterà  la problematica dei restauri finalizzati alla fruizione dei contenitori barocchi: dall’esame storico-artistico dei manufatti, attraverso le problematiche tecniche di corretto restauro, si passa alla normativa di fruibilità ed infine al riuso sostenibile, con il coinvolgimento delle istituzioni e del mondo culturale e sociale.

Continueremo a parlare di turismo e beni culturali  e dello riforme necessarie per lo sviluppo della Sicilia, nella Conferenza d’Inverno che si terrà a Palermo nei giorni 11 e 12  Febbraio.

E’ noto che, dal punto di vista monumentale ed artistico, paesaggistico, costiero, la nostra isola possiede un patrimonio unico che attraversa secoli di storia; tale patrimonio “potrebbe” rappresentare un fattore di potenziale vantaggio competitivo, in grado di innescare ed alimentare i grandi processi di sviluppo economico.

Ma il patrimonio ambientale, culturale o naturale che sia, da solo non attrae più di tanto, se non rientra in una contestualizzazione ed in una presenza diffusa di seduzioni, di servizi, di infrastrutture, di trasporti e collegamenti efficienti, di accoglienza, di economicità e di quant’altro appartenga all’ordinaria amministrazione del vivere bene.

Il problema di fondo è che tale  risorse non si trasformano da sole in “ risorse turistiche”; esse costituiscono in genere un’offerta potenziale, che per diventare effettiva, ha bisogno di politiche e di strategie appropriate, ha bisogno di una politica integrata tra i diversi Assessorati , ha bisogno della costruzione di una filiera produttiva partecipata da molti soggetti pubblici e privati.

Il turismo è ormai diventato, in tutto il mondo, un progetto organico di sviluppo che indica un modello di sistema che passa attraverso la qualità dell’offerta e la qualità dei servizi integrati; infrastrutture, cura dei luoghi, smaltimento dei rifiuti solidi urbani, servizi pubblici efficienti, centri storici riqualificati ed accoglienti, non sono semplici corollari, ma l’essenza stessa del sistema d’attrazione turistica.

Turismo significa soprattutto fruizione intelligente dei beni culturali, compresi quelli archeologici.

Fruizione intelligente che è di gran lunga preferibile all’abbandono ed al degrado.

Soltanto dalla fruizione e dalla valorizzazione economica possono ricavarsi le ingenti risorse economiche ed umane necessarie per la salvaguardia e la tutela dello sterminato patrimonio artistico e monumentale dalla nostra terra.

Fruizione e valorizzazione che si concretizzano con l’apertura di tutti i siti di interesse turistico al momento chiusi o non fruibili da parte del pubblico, con l’avvio di una adeguata campagna di comunicazione in grado di far conoscere tutto il nostro patrimonio artistico e monumentale, con la realizzazione di grandi eventi in grado di pubblicizzare e dare visibilità al nostro territorio.

Salvaguardia e tutela  che  si realizzano con la mappatura dei siti a rischio, con il lancio di un piano per la tutela del patrimonio culturale della Sicilia, utilizzando, a tal fine, i  fondi strutturali europei non spesi e da spendere, per evitare un’altra “Pompei”, per evitare episodi simili al crollo del portale quattrocentesco del Santuario di Maria Santissima d’Alemanna di Gela, per creare occupazione e ricchezza.

* Delegato responsabile tema di studio distrettuale “Progetto Lions Sicilia”

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